Le basi

Lapidari o lineari? Non voi, le font!

Per parlare di storia della font ci vorrebbe un’enciclopedia, potremmo partire dalla nascita della scrittura e quindi dello stile calligrafico per poi passare alle differenze tra i popoli. Per questo ci è sembrato utile restringere il campo e selezionare un determinato periodo storico da cui iniziare a parlare dell’evoluzione delle font. Quale miglior periodo, dal nostro punto di vista, se non il momento in cui dalla penna si è passati ai caratteri mobili?

4. evoluzione font

Se è vero che dobbiamo ai calligrafi la nascita delle lettere maiuscole e minuscole e la creazione dei caratteri graziati e bastoni, dobbiamo aspettare la metà del 1400 per ringraziare Johannes Gutenberg che ha inventato i caratteri mobili.

La sua Bibbia a 42 linee era stampata in caratteri gotici, ma dal momento in cui c’è stata la possibilità di usare i caratteri mobili, questi si sono evoluti con una tale velocità da arrivare oggi ad un numero imprecisato di caratteri che si possono installare sui nostri computer.

1. evoluzione font

Ma andiamo con ordine e ricordiamo quali sono i primi caratteri utilizzati, le caratteristiche e i generi. Utilizzeremo come riferimento di partenza la classificazione dei caratteri di Aldo Novarese che ha individuato 10 tipi di caratteri. I primi otto gruppi di caratteri sono graziati, mentre gli ultimi due sono senza grazie. La sua classificazione è utile perchè nella maggioranza dei casi vengono elencati in base all’evoluzione dei caratteri, quindi in ordine cronologico.

  1. Lapidari, sono i caratteri romani con la font Augustea
  2. Medievali, come la font Fraktur
  3. Veneziani, come la font Garamond che nasce nel 1500 e si caratterizza per alcuni elementi estetici che si ritrovano in questa famiglia di caratteri, come l’occhio aperto della “P” maiuscola e l’assenza di grazie nelle lettere “C” ed “S”.
  4. Transizionali, come la font Baskerville che nasce nella metà del 1700. Con questa font prende il via il passaggio che porterà alla tipografia moderna. Infatti la famiglia di caratteri Barskerville sono caratterizzati da un tratto più sottile ed elegante, i raccordi tra le lettere sono addolciti.
  5. Bodoniano, come la font Bodoni (metà del 1700) si caratterizzano per lo stile sottile delle grazie e per una struttura verticale delle lettere ben inquadrata;
  6. Scritti, come la font Palace Script
  7. Ornati, come la font Romantiques particolarmente diffusi a partire dal 1800.
  8. Egiziani, come la font Rockwell, nata nel 1933 e caratterizzata da un forte accento sullo spessore delle grazie, rispetto al corpo della font.
  9. Lineari, come la font Helvetica che nasce nel 1957, nel pieno dopoguerra, si caratterizza per la sua linearità. I caratteri lineari sono quelli che, nella classificazione anglosassone vengono definiti Sans-serif.
  10. Fantasia, come la font Gillies Gothic.

Come anticipato, questa classificazione di Aldo ci aiuta a guardare le font lungo la loro evoluzione storica e stilistica, ma è solo una delle classificazioni che si possono trovare.

3. evoluzione font

Sulle font c’è molto ancora da dire, su stile, tipologie, caratteristiche ed evoluzioni. I primi a poter contribuire a queste evoluzioni sono proprio i designer che ogni giorno creano delle font ad hoc per i loro progetti, partendo dalle 10 tipologie sopra elencate e sviluppando stili personali e sempre creativi.

Ogni designer ha la sua font preferita, se ne potrebbe proporre un test di personalità: dimmi che font usi e ti dirò che grafico sei! Magari lo proponiamo nel prossimo approfondimento.

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